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Novatore: contesto storico

La breve esistenza di Abele Ferrari, alias Renzo Novatore, si colloca in un periodo importante per l'Italia e denso di eventi che influiranno sulla storia del paese per molti anni. Di seguito sono riportati alcuni eventi significativi in campo politico e sociale che, nel trentennio 1890-1922, si intrecciarono e condizionarono la vita ribelle di Arcola.
Nota: per quanto riguarda certe date associate a particolari azioni compiute da Novatore, ricordiamo che la scarsità di fonti spinge a prendersi qualche licenza sulla precisione cronologica di tali avvenimenti.

1890
Ad Arcola, alle porte di La Spezia, in una famiglia di poveri contadini nasce Abele Ricieri Ferrari.

1892-1983
Si costituisce il Partito dei Lavoratori sotto la guida di Filippo Turati, di vaga ispirazione marxista e con l'intenzione di organizzare politicamente le classi più povere e sfruttate. Contadini e operai italiani si trovano, in questo periodo, indietro di parecchie lunghezze rispetto agli standard salariali dei loro equivalenti di Francia, Inghilterra e Germania (per fare qualche esempio). All'interno del partito trovano spazio innumerevoli correnti (da quella riformista parlamentare a quella rivoluzionaria passando per quella anarchica) e nel 1893 il nome cambia ufficialmente in Partito Socialista Italiano. Il partito raccoglie da subito grandi consensi nelle masse cosiddette proletarie, impotenti di fronte alla repressione selvaggia e alle disposizioni antisindacali del governo presieduto da Francesco Crispi che, dal canto suo, cercherà di ostacolare in ogni modo il PSI e l'operato dei suoi membri.

1894
Nel tentativo si sedare la rivolta dei cavatori di marmo in Lunigiana, appoggiata dai numerosi anarchici attivi nella zona, il presidente del Consiglio Crispi dichiara lo stato d'assedio e fa emanare le cosiddette "tre leggi antianarchiche" di stampo dittatoriale, molto più severe di quelle emanate in seguito dal fascismo.

1898
A Milano, durante una grande manifestazione di protesta contro i continui rincari sul prezzo del pane, il generale Fiorenzo Bava Beccaris, che ha l'ordine di porre fine ai tumulti, ordina di fare fuoco con i cannoni sulla folla provocando ottanta morti. Il generale sarà in seguito decorato dal re per l'omicida fermezza dimostrata in quell'occasione.

1900
A Monza, il 29 luglio l'anarchico Gaetano Bresci uccide con tre colpi di pistola il re Umberto I, ritenuto simbolo dell'ingiustizia e massimo complice delle numerose repressioni statali a danno del popolo.

Presumibilmente in questo periodo Abele Ferrari, restio all'ubbidienza e alle regole imposte dal sistema scolastico, abbandona la scuola ed inizia una variegata e ricca formazione da autodidatta.

1904
Il governo presieduto di Giovanni Giolitti si dichiara disposto ad elargire concessioni e a collaborare attivamente con socialisti e sindacalisti organizzati e moderati, nel tentativo di creare un clima di dialogo ed armonia fra le parti sociali.
Il 16 settembre si svolge il primo sciopero generale della storia italiana. Coordinato dalle varie Camere del Lavoro presenti sul territorio, l'agitazione è l'esasperata risposta della gente ai ripetuti eccidi di lavoratori (242 morti in tre anni) perpetrati dai regi carabinieri durante scioperi e manifestazioni. Tra gli episodi più gravi sicuramente i fatti di Buggerru, Sardegna, dove il 4 settembre le pallottole statali lasciarono sul terreno tre minatori e numerosi feriti.
Lo sciopero generale si svolge senza grossi incidenti anche per l'ordine di Giolitti di non provocare o caricare i manifestanti. Lo sciopero perde lo slancio dei primi giorni anche per la profonda disorganizzazione delle varie Camere del Lavoro, e così le agitazioni cessano il 21 settembre senza aver ottenuto nessun sostanziale risultato.

Abele Ferrari, avido di letture, rifiuta il lavoro nei campi e comincia a frequentare circoli mazziniani nei quali circolano, specialmente nelle terre di Liguria e Toscana, idee anarchiche diffuse da militanti, libri di grandi pensatori e riviste. Dall'anno successivo comincierà a dichiararsi anarchico.

1906
29 settembre. A Milano nasce la CGdL (Confederazione Generale del Lavoro). La Confederazione riunisce tutte le Organizzazioni di Mestiere e le Camere del Lavoro preesistenti sul territorio nazionale. Lo scopo dichiarato è quello di formare un fronte compatto dei lavoratori, che agisca a livello nazionale in modo organizzato e capillare nell'interesse di tutti. L'impronta generale è comunque di stampo riformista che preferisce il dialogo tra le varie parti sociali, anche se l'ala rivoluzionaria rimane attiva e numerosa ma sostanzialmente isolata.
La CGdL, forte di un apparato direttivo accentrato e burocratico, si assume da quel momento l'organizzazione e la direzione degli scioperi e delle vertenze sindacali, stabilendo in più un rapporto speciale col PSI che, se da un lato si impegna a farsi portavoce in Parlamento delle istanze sindacali, dall'altro si riserva l'ultima parola sull'effettiva valenza politica che avranno tutti i futuri scioperi.
A livello locale, nelle Camere del Lavoro, rimanevano ugualmente elementi anarchici o comunque favorevoli all'intransigenza rivoluzionaria e ad una concezione di sciopero "alla Sorel".

1910
In un'Italia dove la percentuale di analfabeti è del 48,6% i comizi itineranti diffondono le idee politiche e sindacali, mentre le riviste anarchiche e futuriste sono il primo veicolo delle idee più sovversive in campo politico ed artistico. Tommaso Marinetti ha da poco pubblicato il suo "Manifesto Futurista" per l'esaltazione degli elementi primordiali, della bellezza della lotta audace. Tutti elementi che, sebbene trasportati in una visione libertaria e quindi opposta alle teorie di Marinetti e D'Annunzio, non mancheranno negli scritti novatoriani degli anni successivi.

Abele Ferrari è arrestato con l'accusa di aver partecipato all'incendio che distrugge la chiesa della Madonna degli Angeli di Arcola. Al termine del processo l'imputato è rilasciato per mancanza di prove.

1911
Sotto le pressioni di nazionalisti, liberali e cattolici il governo presieduto da Giolitti decide l'intervento militare in Libia. Le pulsioni coloniali dell'Italia saranno soddisfatte al termine di una guerra (18 ottobre 1912) che come risultati principali offrirà 3430 morti, pesanti sacrifici economici per la popolazione e l'inasprimento dei rapporti con le potenze europee. L'eldorado libico tratteggiato dalla propaganda si rivelerà un miserevole "scatolone di sabbia" nel quale gli italiani non riuscirono nemmeno a trovare i redditizi giacimenti di petrolio.

In settembre Abele Ferrari è arrestato per furto e rapina. Probabilmente in questo periodo conosce Chiara Emma Rolla che sarà poi la sua compagna e madre dei suoi figli.
Inizia la collaborazione sotto forma di articoli su alcuni tra i più diffusi giornali anarchici del Nord Italia, e comincia a farsi conoscere col suo pseudonimo più famoso, Renzo Novatore, che lo accompagnerà sino alla fine.

1914
"Settimana Rossa".
Durante una provocatoria manifestazione antimilitarista promossa il 7 giugno da anarchici e repubblicani un reparto di carabinieri apre il fuoco sulla folla in subbuglio ad Ancona, uccidendo tre manifestanti. Di conseguenza il 9 giugno è dichiarato lo sciopero generale senza nemmeno attendere l'effettiva delibera di CGdL e PSI. Alla chiusura di numerose attività e alla diserzione delle fabbriche si accompagnano manifestazioni che in molte città sfociano in tumulto e scontri con le forze dell'ordine. Nonostante gli ardori profusi dal socialista rivoluzionario Benito Mussolini, dal repubblicano Pietro Nenni e dall'anarchico Errico Malatesta nell'intento di conventire lo sciopero in rivoluzione contro il governo e la monarchia, le agitazioni cessano quasi ovunque tra il 12 e il 13 giugno. Più che per repressione governativa lo scioperò si esaurisce da solo per la disorganizzazione e la scarsa maturità delle capacità rivoluzionarie dei leaders estremisti, i quali non riescono a radicare nella maggioranza degli scioperanti la volontà di "andare fino in fondo". A tutto si somma la prevalente indifferenza di Confederazione sindacale e Partito Socialista.
Il 28 giugno, con l'assassinio a Sarajevo di Francesco Ferdinando d'Austria, comincia il valzer delle dichiarazioni di guerra che in pochi mesi porterà ad un immane scontro tra Germania, Impero Austro-Ungarico e Turchia da una parte e Inghilterra, Francia e Russia dall'altra. L'Italia, al momento legata agli Imperi Centrali da un trattato, decide inizialmente di non intervenire. Prendono il via nel frattempo trattative segrete con l'Inghilterra.
L'opinione pubblica, il mondo politico e gli ambienti intellettuali sono divisi da accese dispute tra interventisti e neutralisti.

Abele Ferrari si schiera immediatamente contro la guerra che incombe sull'Europa e contro i compagni di militanza passati in blocco a fianco degli interventisti.

1915
Il 23 maggio l'Italia entra in guerra a fianco di Inghilterra, Francia e Russia. Le misure repressive contro dissidenti ed antimilitaristi s'inaspriscono; giornali e riviste sono sottoposti a censura.

1917
In Russia il partito bolscevico di stampo marxista, guidato da Lenin, conquista il potere con un'insurrezione che sfrutta anche la pressione che grava sull'esercito a causa della guerra. Il sistema zarista, abbattuto, è sostituito da una forma di governo basata sui soviet, cioè consigli di cittadini, posti sotto il controllo bolscevico. Il primo effetto di questa Rivoluzione d'Ottobre è l'uscita di scena della Russia dalla guerra. Nel giro di pochi anni l'incapacità dei soviet di gestire effettivamente il vastissimo paese provocherà l'accentramento del potere nelle mani del Partito, in una forte organizzazione burocratico-centralizzata di carattere dittatoriale.

Abele, che si era sempre dimostrato scettico nei confronti dei sindacati e dei socialisti, si dichiara altrettanto scettico nei confronti della rivoluzione bolscevica, vedendoci profeticamente soltanto un passaggio di potere e ancora disciplina e schiavitù per il popolo, stavolta di colore rosso.

1918
L'11 novembre termina quel terribile scontro che sarà ricordato come la Prima Guerra Mondiale. Oltre ai 10 milioni di soldati uccisi (senza contare i civili) la carta politica d'Europa è ridisegnata, decretando la scomparsa dei grandi e secolari Imperi Centrali e l'affermazione di una nuova potenza industriale ed economica: gli Stati Uniti, che grazie alla guerra concluderanno lucrosi affari.
Intanto l'Italia, che nei colloqui di pace siede al tavolo dei vincitori, vede negarsi alcune delle concessioni, soprattutto a livello territoriale, che le erano state promesse al momento dell'entrata nel conflitto. Viene coniato il termine "vittoria mutilata" di cui si riempiranno la bocca soprattutto i nazionalisti, mentre sulle spietatezza economica di Francia, Inghilterra e Stati Uniti nell'infierire sulla sconfitta Germania farà poi leva Adolf Hitler nella sua scalata al potere.

Negli ultimi mesi di guerra Abele è richiamato al servizio militare per essere inviato al fronte. L'anarchico si allontana senza autorizzazione dal suo reparto. Colpito da condanna a morte si dà alla latitanza fermamente deciso a disertare una guerra nella quale non ha mai creduto. Catturato nel giugno 1919, Abele scamperà alla pena capitale grazie alla promulgazione di un'amnistia generale.

1919-1920-1921-1924
"Biennio Rosso", nascita e affermazione del fascismo.
Nell'estate 1919 scoppiano in tutta Italia tumulti per protestare contro la disastrosa situazione socio-economica nella quale versa il paese dalla fine della guerra. I primi a farne le spese sono principalmente contadini ed operai. Proprio questi ultimi, più organizzati ed inquadrati politicamente, si pongono alla guida della protesta dichiarando l'occupazione delle fabbriche e, organizzati in comitati autogestiti sul modello dei soviet russi, assumono il controllo di officine e cantieri. Si formano addirittura reparti di cosiddette "guardie rosse", col compito di presidiare gli stabilimenti e respingere eventuali attacchi delle autorità o delle bande al soldo dei padroni.
Dalla frangia posta all'estrema sinistra del PSI si forma la prima cellula del Partito Comunista nella quale si distingue Antonio Gramsci che teorizza l'occupazione delle fabbriche come punto di partenza per la rivoluzione che finalmente farà piazza pulita dell'odiato Parlamento borghese e della monarchia Savoia.
Intanto tra gli imprenditori, gli agrari e tutta quella che si definisce classe media circola preoccupazione per la pessima piega che stanno prendendo gli eventi, anche perchè sembra che stavolta il proletariato faccia sul serio. L'esempio russo incombe e non si può aspettare che, come sempre, tutto si esaurisca per autocombustione interna.
Nel frattempo l'incallito militante Benito Mussolini, già passato nelle file interventiste durante la guerra, taglia definitivamente i ponti con la militanza socialista di estrema sinistra avendo perso fiducia nel mito della rivoluzione, dell'internazionalismo e del modello marxista. Arroccandosi sempre più nel nazionalismo, Mussolini matura la convinzione che per stare al passo coi tempi e cambiare lo status quo in Italia deve porre fine alla sua aperta ostilità con borghesia, imprenditori ed agrari e sviluppare una serie di valori tradizionali, forti e comuni (Patria, disciplina, orgoglio, militarismo, obbedienza verso determinate figure simbolo) che sappiano cementare il disgregato tessuto sociale post-bellico. Grazie a queste idee che ispirano finalmente ordine, decisioni vantaggiose per la borghesia e una spiccata funzione antisocialista, Mussolini riesce a cavalcare il malcontento di una popolazione esasperata da una crisi profonda e, al contempo, guadagnarsi anche l'appoggio di agrari ed industriali che vedono finalmente nel futuro Duce un possibile fautore del cambiamento sociale a loro favore.
Tra i primi impieghi dei Fasci di Combattimento mussoliniani ci sono senza dubbio servizi di bastonatura e pestaggi ai danni di militanti di estrema sinistra e sindacalisti, così come la distruzione di numerose Camere del Lavoro, soprattutto al Nord.
Nella solita disorganizzazione, nella solita marea di esitazioni e polemiche interne, nella solita sottrazione di forze causata dagli attendisti, si andava concludendo agli inizi del 1921 l'occupazione delle fabbriche.
Svaniva nel nulla l'ultima grande offensiva "rossa" della storia italiana.
In un clima di crescente intimidazione e spacconeria le squadre fasciste si strutturano nel Partito Nazionale Fascista. Dopo essere entrato in Parlamento grazie all'accordo con i liberali, nel 1922 Mussolini ordinò ai suoi seguaci di attuare in forma paramilitare la famosa “marcia su Roma”, a seguito della quale il Re Vittorio Emanuele III, attuando uno stravolgimento delle norme costituzionali vigenti, lo incaricò di formare il nuovo governo, che fu di coalizione con i popolari ed i liberali moderati, a cui si opposero le sinistre ed alcuni liberaldemocratici. 
Nel 1924 alcuni fascisti (che Mussolini stesso chiamò "teste calde") uccisero l'onorevole socialista Giacomo Matteotti che aveva denunciato i brogli commessi dagli uomini del Duce (così si faceva già chiamare Mussolini) nelle precedenti consultazioni elettorali. Questo provocò la crisi del governo di coalizione e l'uscita di molti partiti dal Parlamento (ritirata sull'Aventino); a quel punto Mussolini sciolse l'opposizioni ed attuò provvedimenti eccezionali che stroncarono ogni dissenso facendo delle vittime illustri tra le quali si ricordano Gramsci, don Minzoni, Gobetti e Amendola.
Era nato il regime.

Abele partecipa attivamente all'occupazione delle fabbriche, slegato da ogni compagine politica ma sempre pronto a collaborare a qualsiasi insurrezione.
Terminate le agitazioni si ritira momentaneamente dall'azione (1921) per fondare la rivista "Vertice", uscita in un solo numero, e per comporre il poemetto a carattere politico "Verso il nulla creatore".
Di fronte alla possibilità di aggregarsi al nascente movimento fascista Abele decide di proseguire la sua strada di individualista profondamente libertario.
In seguito al tentativo d'aggressione poliziesco-fascista (giugno 1922) alla sua casa di Fresonara, Abele sparisce definitivamente decidendo di intraprendere la via del banditismo.
Pochi giorni dopo si aggrega alla banda del famoso e ricercatissimo bandito d'idee anarchiche Sante Pollastro e partecipa a qualche rapina, che nel gruppo sono definite "espropri".
Braccato stretto dai carabinieri il Pollastro è individuato in compagnia di Abele in un'osteria alle porte di Genova (29 novembre 1922). A seguito di un brevissimo conflitto a fuoco con i militari dell'Arma, Abele Ferrari, alias Renzo Novatore, è ucciso da un colpo di pistola.

 

Come la pensava
Brani scelti
Bibliografia / per saperne di più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 


Buggerru, 1904: i minatori in sciopero attendono l'esito dei colloqui tra rappresentanti sindacali e dirigenza della miniera. Poco più tradi si consumerà l'eccidio


Napoli, 1904: manifestanti e carabinieri durante il primo sciopero generale d'Italia


Milano, 1906: congresso delle Camere del Lavoro che porterà alla nascita della CGIdL


Libia, 1911: fanteria italiana trincerata in un'oasi


Milano, 1914: scioperanti dopo un comizio durante la "Settimana Rossa". Un cordone di carabinieri li sorveglia.


I Guerra Mondiale: fanteria italiana in marcia verso il fronte


Roma, 1922: militanti fascisti guidati da Benito Mussolini marciano per le strade della capitale